Cervino
Via nuova, Per Nio

Agosto 2000

Da qualche parte si doveva pur iniziare, e poiché la montagna che conoscevamo meglio di tutte era il Cervino era chiaro ed evidente che proprio “La Gran Becca” sarebbe stata il teatro della nostra avventura. Ed è così che con Patrick Poletto, per allenarci al Corso Guide che da lì a poco avremmo iniziato, il 14 agosto partimmo con l’idea di aprire una nuova via sullo “scudo”, un triangolo di roccia alto 300 m tra la via De Amicis e la via Casarotto Grassi. Lasciammo l’Oriondée molto tardi e, a causa della nostra inesperienza, partimmo con degli zaini decisamente troppo pesanti. Il buon umore ci accompagnò per tutta la giornata. Una volta terminata la via con un ultimo tiro su facile terreno che conduce alla via De Amicis, iniziammo la discesa, ma l’avventura vera, doveva ancora cominciare. Alla prima corda doppia qualcosa di misterioso successe e non riuscimmo a recuperare le nostre corde. Decidemmo così di risalire con i “jumar” per controllare e capire cosa le bloccasse. Tutto era stato fatto a regola d’arte, tutto era a posto. Eppure ogni qual volta che provavamo a tirare le corde dal basso queste rimanevano bloccate. Giunta la notte, senza frontale e con indosso solo una maglia e un pantalone leggero, ci rassegnammo a dormire appesi alla sosta e attendere l’alba.
Fu il primo sole caldo del mattino a svelarci il mistero: semplicemente le nostre corde non scorrevano perché completamente gelate. Un’esperienza che ci fece capire quanto ancora eravamo inesperti, l’uomo piccolo e la montagna grande
Questa via fu dedicata ad Innocenzo Menabreaz, guida del Cervino scomparsa prematuramente.