Monte Bianco
Via nuova La Classica moderna

Agosto 2011

La neve abbondante rende ancor più selvaggio, aspro e severo questo lato del monte Bianco. Il passo è lento, non abbiamo fretta, il silenzio è interrotto solo dal crollo di alcuni seracchi e dalla caduta di alcune slavine.
Le condizioni si presentano così simili alla stagione fredda che tutte le goulottes di questo versante sono in condizioni perfette per esser scalate; tutto brilla come in inverno, la neve, il ghiaccio e pure il granito rosso perché completamente verglassato.
Ed ecco finalmente arrivare il momento tanto atteso. Scaliamo alcune lunghezze in fessura, poi una placca lavorata, una cresta tecnica, alcuni risalti di roccia stracolmi di neve, dove usiamo i ramponi; e poi ancora qualche tiro fisico, sempre bellissimo, e finalmente raggiungiamo la “cima” del pilastro, e solo a mezzanotte la vetta del Mt Bianco di Courmayeur. Il tempo è bello e abbiamo con noi il materassino e un caldo sacco piuma. Forse il luogo scelto per fermarci non è dei più comodi. Abbiamo i piedi nel vuoto ma il cielo è limpido e stellato, l’assenza di vento e i pochi gradi sotto zero ci regalano un’occasione alla quale non possiamo certo rinunciare: una piacevole alba dalla cima più alta delle Alpi.
Mentre il sole che si alza all’orizzonte ci illumina e ci scalda, rifletto su come la montagna, anche quando non scaliamo, riesce a regalarci delle grandi emozioni. Quelle che domani ci motiveranno ancora a confrontarci con essa.