Pakistan
Winter project Shimshall Valley

Gennaio 2010

Nonostante mi sentissi felice e motivato per questa nuova avventura, sentivo una grossa responsabilità sulle spalle; ero la mente di questo progetto invernale che, oltre ai classici obiettivi alpinistici, cercava di abbracciare motivazioni di natura umanistica e sociale. In venti giorni di spedizione, oltre all’apertura di nuove cascate di ghiaccio e condizioni permettendo alla salita di qualche montagna, avrei messo a disposizione le mie conoscenze e quelle dei miei compagni, alla Shimshal Climbing School, la prima scuola d’alpinismo in Pakistan aperta anche alle donne. Inoltre, grazie alla collaborazione del Dott. Marco Cavana, avremmo organizzato un dispensario per affrontare i problemi legati agli aspetti medico-sanitari della zona.
I momenti vissuti in Shimshal, per l’intensità delle emozioni e dei rapporti umani, furono l’occasione per vivere un’esperienza totalmente nuova, molto più appagante di tanti successi alpinisitici.
E poi, durante questo freddo soggiorno Pakistano, vissi un fatto che cambiò profondamente la mia vita. Durante la scalata di una cascata di ghiaccio fui investito da diverse scariche di ghiaccio e detriti e non so ancora come, ma sicuramente per grazia divina mi salvai, imparando la più importante delle lezioni che la montagna mi potesse insegnare.
A volte per migliorare e diventare più forte, un alpinista non ha bisogno di allenamenti più duri, o montagne più difficili. A volte basta un’esperienza che ti costringe a riflettere e ti fa capire a chiare lettere che la vita è una sola, e che la rinuncia di oggi ti regalerà tante altre giornate in montagna domani.