Patagonia
Secondo tentativo al Cerro Piergiorgio

Gennaio 2007

Gli ultimi mesi dell’anno 2006 furono particolarmente sfortunati sotto il profilo della salute.
Una brutta caduta fu la causa della rottura di una vertebra e di conseguenza di uno stop forzato. Come se non bastasse, nello stesso periodo, dovetti ricorrere all’ennesima operazione alle ginocchia per porre rimedio a una situazione degenerativa delle cartilagini, conseguenza dell’incidente avuto sugli sci all’età di sedici anni.
A fine dicembre, ancora convalescente, decisi comunque di ripartire in Patagonia per tentare nuovamente la parete Nord Ovest del Cerro Piergiorgio. Il mio sogno nel cassetto.
Giovanni Ongaro, Matteo Bernasconi e Cristian Brenna, tutti e tre alpinisti e scalatori appartenenti al Gruppo dei Ragni di Lecco, divennero i miei nuovi compagni d’avventura e a differenza del 2006, la linea di salita, sarebbe stata quella tentata senza successo da Casimiro Ferrari e a più riprese, dai Ragni della Grignetta.
A differenza della via tentata l’anno precedente, la progressione fu quasi sempre in artificiale e su roccia di scarsa qualità, e anche lo stile usato, quello delle corde fisse, in un certo qual modo fu una scelta obbligata, a causa del perseverare del brutto tempo.
Passati due mesi, consapevoli che ancora una volta non saremmo riusciti a portare a termine il nostro obiettivo, decidemmo di tornare a casa rinviando tutto al 2008.