Cervino
Via nuova in solitaria sul Picco Muzio

Aprile 2011

Sul Cervino avevo realizzato la prima salita in solitaria della via Casarotto Grassi, della via Deffeyes, della via Direttissima e dello Spigolo dei Fiori. Avevo scalato da solo, dove altri lo avevano fatto con uno o più compagni di cordata, riuscendo a portare a termine delle salite che non erano mai state affrontate in quello stile. Si trattava comunque di vie aperte da altri alpinisti e dunque di ripetizioni, ed era chiaro che se avessi voluto vivere un’esperienza differente, evolutiva per la mia carriera alpinistica ed emozionalmente ancora più forte, avrei dovuto osare di più. Il passo successivo inevitabilmente sarebbe dovuto essere quello di aprire una via nuova in solitaria e non più quello di ripetere.
Aprire una nuova via in solitaria è una cosa sicuramente molto difficile, soprattutto dal punto di vista mentale. Da solo si moltiplicano le difficoltà e le incognite, soprattutto in una montagna come il Cervino, dove la caratteristica roccia marcia si pone come una difficoltà aggiunta a quelle normalmente già presenti. E poi, scalare dove nessuno è mai passato prima, dove non si hanno riferimenti, nessuna linea da seguire, nessuna relazione o informazione sul materiale necessario, è veramente un bell’ingaggio. Sulla parete sud del Cervino rimaneva ancora un ultimo grande problema alpinistico, un’ultima grande via, e così decisi che quella sarebbe stata l’occasione per vivere una nuova esperienza di vita verticale.

Con questa prima salita, iniziai il progetto Exploring the Alps, una trilogia che aveva come obiettivo l’apertura di tre nuove vie sulle montagne più alte della Valle d’Aosta, Mt. Bianco, Mt. Rosa e Cervino. Un progetto che doveva realizzarsi nell’arco di un anno e in cui avrei affrontato queste salite con stili e compagni differenti.